7 regole per il vino rosé

by martedì, giugno 5, 2018

Estate, tempo di rosé. E’ infatti questo il periodo dell’anno in cui il consumo di questa tipololgia di vino si amplifica, anche se i veri rosé lover amano averlo nel calice tutto l’anno.

Il complesso e ricercato mondo dei rosé, la cui patria putativa è stata per molti anni la Francia, da alcuni anni ha finalmente a cogliere la propria rivincita anche sul territorio italiano. Riscoperto da enogastronomi e grandi chef per la versatilità che consente la creazione di abbinamenti bilanciati e accattivanti, il vino rosato riscuote un crescente interesse anche presso i consumatori per i quali il rosé toglie dall’insicurezza della scelta perché spesso piace sia agli amanti dei rossi sia dei bianchi, come dichiara anche il 38% dei soci vente-privee a cui è stato chiesto come affronta questo annoso dilemma. Un’indagine condotta da Episteme per Pasqua Vigneti e Cantine ha esplorato alcune tendenze che stanno prendendo forza sui mercati, tra cui lo stile di consumo del rosé: è stato stimato che il 10% del vino consumato a livello mondiale è pink mode.

Ma in quanti possono affermare di sapere come gustare correttamente un buon bicchiere di vino rosé? Sicuro di sé, infatti, sembra essere solo il 17% dei clienti del sito.

3 UTILI CONSIGLI PER RICONOSCERE UN BUON ROSÉ
Sinonimo di allegria e condivisione, il vino è anche una cosa seria da gestire e un passo falso potrebbe comprometterne le qualità. Ecco 3 utili consigli da tenere a mente quando si sceglie una bottiglia di rosé:
1. Attenzione al colore: il rosé non è per forza rosa
Contrariamente ad altre tipologie di vino, il colore dei rosé non indica il tempo di maturazione, ma la tecnica con cui è stato vinificato, le uve utilizzate e la zona di provenienza. Definire una scala di colori per il rosé è piuttosto difficile, ma è possibile affermare che deve essere compresa tra il rosa tenue e il rosso chiaro con una vasta gamma di nuance intermedie. Tuttavia, le sfumature e i colori decisi aranciati, gialli e marroni indicano un’ossidazione del vino o un’eccessiva maturazione e non dovrebbero essere mai presenti. La qualità è, infatti, associata ad un colore rosa, deciso e senza cedimenti o sfumature evidenti.
2. Le differenze al naso sono importanti
Caratteristica principale di ogni rosé è l’aromaticità che ricorda in particolare fiori e frutta, ma a seconda delle qualità dell’uva utilizzata può espandersi anche a note vegetali o speziate, quest’ultimo sentore nella rara ipotesi che il produttore decida di affinare il vino in botte.
3. La vera prova del nove rimane il palato
Al palato i rosé dovranno mantenere la freschezza floreale e fruttata percepita al naso con una lieve sensazione tannica che contribuisce a conferire struttura al vino, senza mai essere eccessiva in quanto lo renderebbe pesante e meno gradevole.

4 DONT’S PER DEGUSTARE UN CALICE DI ROSÉ DA VERI INTENDITORI
Dopo aver imparato a conoscere il vino rosé e ad assaporarlo, è giusto tenere a mente anche alcuni errori da evitare, per godere al meglio delle sue caratteristiche.
1. Non si beve ghiacciato, ma fresco
Mettere dei cubetti di ghiaccio nel calice di vino non è mai una mossa a cui ricorrere per dissetarsi e rinfrescarsi perché si corre il rischio di annacquarlo, compromettendo le sue qualità organolettiche. Meglio sempre rispettare le temperature di servizio indicate nella retro-etichetta usando una glacette o un portabottiglie refrigerato. Il rosé va servito attorno ai 10°-12° C per esprimere al meglio tutti gli aromi e conferire sensazioni morbide e rotonde al palato.
2. Non è adatto all’affinamento in bottiglia
Il rosé è un vino fresco, pronto per la primavera successiva alla vendemmia e proprio per le sue caratteristiche distintive perde facilmente acidità, non prestandosi all’invecchiamento. Meglio, quindi, consumarlo entro 1-2 anni dalla vendemmia per apprezzarne a pieno la freschezza aromatica e gustativa.
3. Non è un vino stagionale
In Italia si è diffusa la credenza che il rosé sia per lo più un vino estivo, mentre in Francia è addirittura il vino emblema delle feste di Natale. Partendo dal presupposto che non è comunque corretto confinare una tipologia così ampia ad un’unica stagione, si tratta di una bevanda estremamente versatile, che nulla ha da invidiare ai grandi vini rossi o bianchi, con un’identità e dignità proprie. Oggi si trova sulle liste dei vini tutto l’anno e grazie all’online è possibile acquistarlo con un semplice click in ogni momento. A conferma di questo, gli acquisti online di vino su vente-privee continuano a registrare un trend positivo, in Italia e in tutta Europa.
4. Non si abbina solo ad alcuni cibi
Essendo molto versatile va benissimo a tutto pasto, è perfetto per gli abbinamenti più disparati e anche per completare freschi e profumati long drink, sorprendendo gli amici con nuovi gusti. Il rosé prende infatti le caratteristiche migliori dei vini bianchi e di quelli rossi, ereditando dai primi la freschezza e l’immediatezza e dai secondi la maggior struttura e complessità. Inoltre, per chi preoccupato delle calorie non vuole bere vino rosso, ma non ama i bianchi, è la soluzione migliore: ha meno calorie di un rosso, ma lo ricorderà, in parte, al naso e al palato.

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