I numeri della ristorazione italiana

by martedì, novembre 28, 2017

La ristorazione è prima di tutto uno dei settori trainanti dell’economia italiana in questi ultimi anni di crisi: tra il 2007 e il 2016, infatti, l’occupazione nella ristorazione è cresciuta dell’11,1% (+114.000), mentre quella dell’intera economia è diminuita del 5% (-1.254.000 di unità).

Un’occasione per scoprire i pubblici esercizi proprio a partire dai valori che incarnano, un mondo in cui l’impresa è prima di tutto un progetto di vita, dove si può pensare a innovare e investire senza perdere quell’umanità che rende questo settore unico. Un’eccellenza fatta prima di tutto di persone, dove non mancano mamme, giovani, studenti, lavoratori di tante nazionalità, persone diversamente abili che, nelle cucine e nelle sale dei ristoranti o dietro al bancone di un bar, regalano ogni giorno un sorriso.

Una crescita che va, dunque, ben oltre i semplici dati. Quello della ristorazione ha confermato ancora una volta di essere un settore fortemente inclusivo nonché “volano” di integrazione: basti pensare che il 17,1% delle 329.787 imprese presenti in Italia è gestito da stranieri, le donne imprenditrici sono il 54,1%, mentre tra i dipendenti il 53,3% sono donne, il 24,7% stranieri e il 50% giovani. Il “volto umano” della ristorazione si conferma anche in una capillare presenza sul territorio (in quasi ogni comune piccolo o grande che sia c’è un pubblico esercizio) che non trova giustificazione in risultati economici spesso inadeguati. Dati che ancora una volta dimostrano come volendo parlare delle imprese della ristorazione bisogna andare ben oltre i semplici numeri, perché queste realtà non solo generano ricchezza e occupazione ma anche benefici più ampi per le comunità nelle quali si trovano.

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