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Halal.Eat: gli unici salumi made in Italy per il mercato islamico firmati Casa Largher

by mercoledì, gennaio 8, 2014

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Ḥalāl in arabo significa “lecito”: in Occidente questo termine si riferisce principalmente al cibo preparato in modo accettabile per la legge islamica, ed è proprio qui che si nascondeva un business che ancora nessuno aveva intercettato. «Non esistevano ancora salumi made in Italy halāl, ed è da qui che siamo partiti», racconta Loris Largher, amministratore delegato del salumificio Casa Largher, un milione di euro il fatturato annuale con sei dipendenti, da generazioni macellai e norcini a Cembra. Con il nuovo marchio Ḥalāl .Eat, destinato ai consumatori di religione musulmana, i Largher sperano di avviare un business milionario. Le potenzialità sono enormi, sia per il consumo Italia, sia per quello estero, in Europa e in tutte le terre islamiche: secondo lo studio “The Future of the Global Muslim Population”, infatti, il numero dei musulmani potrebbe incrementarsi del 35% nei prossimi vent’anni, portando il totale di questa popolazione da 1,6 miliardi del 2010 a probabili 2,2 miliardi nel 2030. Tutti potenziali consumatori dei salumi Ḥalāl.Eat.

L’IDEA

«Il progetto – racconta Loris Largher –  è nato circa due anni fa quando Alfredo Albergatore, chef dell’Armani Cafè di Dubai, ci ha richiesto una fornitura di carne salada. Non avevamo mai pensato che i nostri prodotti potevano essere adeguati alle necessità etiche e religiose dei musulmani». Partendo da qui i Largher hanno iniziato a cercare di sviluppare una gamma di prodotti, made in Trentino e made in Italy, adatta a quel tipo di target. «Sembrerà incredibile, ma nessun’altro in Italia aveva pensato di dedicare una linea di salumi ai consumatori islamici.

La nostra gamma è capitanata dal carpaccio di carne salada e composta da carne fumada della val di Cembra, bresaola, pastrami (fatto con la punta di petto del bovino, cotto e affumicato) e Veal-bacon, ovvero pancetta fatta con il vitello. Ultima nata, presentata due settimane fa, è la pancetta affumicata stagionata cruda, fatta con carne di bovino». Per essere halāl , però, non basta che i salumi non siano di maiale: la carne deve essere stata macellata secondo le linee guida tradizionali indicate nella Sunna (gli animali devono essere coscienti al momento dell’uccisione che deve essere procurata recidendo la trachea e l’esofago e sopravvenire per il dissanguamento completo dell’animale), conosciute come dhabīḥa. Dopo i dovuti corsi di formazione, e l’aver adibito una zona di lavorazione dedicata, la linea Halal.Eat di Casa Largher ha ottenuto la certificazione di idoneità halal secondo la legge islamica.

EXPORT E MERCATO ITALIA

A questo punto, con una linea di prodotti al completo e certificata, non mancava altro che mettere in piedi la macchina distributiva.

«A febbraio 2013 abbiamo debuttato alla fiera di Dubai Gulf-Food, assieme alla D’autore Srl di Modena, di proprietà dei Montorsi. È stato subito un successo: gli importatori hanno trovato in noi un fornitore italiano con una gamma interessante di  prodotti made in Italy  conformi alle loro norme, una cosa che ancora non avevano.  Gli chef italiani a Dubai non sono pochi e anche questo ci ha aiutato. In otto mesi, siamo già presenti in Libano, in Giordania, Dubai, Quatar, Qwait, Oman».

Ma l’atout di questi prodotti non vale solo per i Paesi islamici. «Tutti i musulmani, in tutto il mondo, possono essere interessati ai nostri salumi», osserva Largher. Da maggio scorso, la linea Halal.Eat è distribuita anche in Italia, Francia, Inghilterra e Spagna. «Anche la grande distribuzione in Italia, inizialmente scettica, ora ci sta chiedendo forniture, come ad esempio Carrefour». In Europa la distribuzione viene gestita in autonomia dalla struttura di Casa Largher, mentre per il resto del mondo la realtà cembrana ha siglato una joint venture con D’autore Srl: «Grazie a questo accordo – spiega l’ad – abbiamo integrato la nostra gamma con i loro prodotti, a base di oca, anatra, pollo,  rendendo così la nostra gamma ampia al punto giusto per essere  interessanti per importatori che necessitano di forniture cospicue».

PROSPETTIVE DI BUSINESS

Quello di  Halal.Eat potrebbe essere un mercato milionario: «Stiamo seminando molto adesso – spiega Largher -. Fare fiere è costoso così come viaggiare in giro per il mondo, ma conto che questo diventi un business davvero ottimo. Il lavoro si sta sviluppando bene e sicuramente dovremmo fare qualche investimento strutturale per ampliare le zone di stagionatura. Probabilmente, ci sarà personale da assumere, specie chi abbia una formazione idonea per mercati non domestici».

Ma la buona stella dei Largher non guarda solo a Maometto: «Mio fratello Alex, che ha 21 anni, è andato in Nuova Zelanda a fare gavetta e il caso ha voluto che abbia trovato lavoro in un’azienda che importa prodotti alimentari italiani. Stiamo quindi esportando qualcosa anche lì, ma i costi per il fresco, come il carpaccio di carne salada, sono altissimi. Ci hanno già proposto di impiantare uno stabilimento lì. Chissà, vedremo».

 

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6 Responses
  • Antonella D'Emilio
    maggio 8, 2014

    Non so come esprimere quanto apprezzerei un shop di prodotti (specialmente salumi!!!) italiani halal.Vivo in germania e qui ci si trovano solamente prodotti turchi e arabi.Quante desiderei un bel panino col salame milanese…miammm.Ottima idea!!!

  • angelo omar mallardo
    aprile 9, 2015

    buona sera.sono Angelo Omar Mallardo.sono un italiano convertito all islam.sono un pizzaiolo da dodici anni.specializzato in vari tipi di impasti alti e bassi.ho lavorato anche in tunisia.dunque conosco il mercato arabo.alta conosceza del panino kebab.ho un sogno nel cassetto offrire prodotti halal di pizzeria in italia.soddisfando i musulmani e i non musulmani.cercando di vedere famiglie cristiane e musulmani mangiando vicine.ho tantissime idee.3484589500

    • Geisha Gourmet
      aprile 9, 2015

      Buongiorno Angelo, ho girato il suo messaggio a Loris Largher, spero che la contatti al più presto. Ok? grazie mille

  • bibi
    aprile 14, 2015

    Salve,

    Sono Jasmine B Meerun e sono research and marketing resource per una sociétà di Trading che opera nel sector Food. La società per cui lavoro , sta per lanciare a breve una selezione di Vino italiano de alcoholized con certificato halal. Uno scambio di idee ci farà molto piacere.

    cordialmente
    Jasmine B Meerun

    • Geisha Gourmet
      aprile 14, 2015

      Salve Jasmine, ho girato i suoi contatti a Loris Largher. grazie.

  • antonio suppa
    novembre 13, 2016

    non penso propio che siete gli unici a far salumi per gli islamici io con il mio salumificio li produciamo dal 2008 con moltissimo successo http://www.salumificiosuppa.com

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