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Joska Biondelli, il Russel Crow della Franciacorta, e la sua ottima annata

by venerdì, novembre 29, 2013

joska biondelli russel crow

Quando penso a Joska Biondelli non posso fare a meno di paragonarlo – e non per la seppur incredibile somiglianza – a Russel Crow nel film Un’ottima annata (titolo originale A Good Year), dove il “gladiatore” interpreta il ruolo di Max Skinner, cinico broker londinese. Come lui, probabilmente anche Joska oggi avrebbe l’ufficio in qualche piano alto di Wall Street o della City e come lui se Joska non avesse sentito il richiamo della terra la sua vita non sarebbe cambiata dall’oggi al domani.

Il risultato di queste scelte di vita si sublima in appena due etichette di Franciacorta – anche se tra un po’ debutterà anche la versione rosè – che hanno dentro la freschezza della gioventù – Joska ha suppergiù 30 anni – e l’eleganza di una famiglia di consoli come quella da cui proviene. In questo, ci hanno messo lo zampino anche il campione del mondo dei sommelier 2010, Luca Gardini, e l’enologo Cesare Ferrari.

Cantine Biondelli firma un Brut e un Satèn in Franciacorta, grazie ai 10 ettari di proprietà tutti coltivati Chardonnay per il Franciacorta e  poi Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Nebbiolo e Barbera per il Curtefranca Rosso, attualmente in regime di conversione biologica. La particolarità del Satèn è c nella scelta di proporre un prodotto pas dosé, caso più unico che raro per questa tipologia. Ne risulta uno spumante secco ma elegante, dove l’acidità e la sapidità sono ben bilanciate, con un perlage cremoso e una buona morbidezza. Io, però, preferisco il Brut, più secco e ruvido, comunque piacevolissimo.

Ma di cose, questa realtà, ne ha davvero molte da raccontare. A partire dalla sede della cantina, ospitata in una cascina cinquecentesca edificata di fronte allo storico castello medioevale di Bornato (oggi Villa Orlando) e all’inizio della splendida Valle del Longarone racchiusa tra gli abitati di Bornato, Cazzago San Martino e Calino. Gli stessi luoghi in cui nel 1438, durante la guerra tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia per il controllo di Brescia e Bergamo, si verificarono i combattimenti tra le truppe milanesi guidate da Nicolò Piccinino e le milizie venete condotte dal bresciano Antonio Martinengo e da Erasmo da Narni detto il Gattamelata. La proprietà, detta Breda (termine che indica un podere di più campi distribuiti intorno a una casa colonica derivante dal latino “proedium”, o dal longobardo “braida”), fu acquisita nel periodo immediatamente successivo alla fine del secondo conflitto mondiale da Giuseppe Biondelli, futuro Ambasciatore d’Italia e allora Console Generale a Innsbruck in Austria.

C’è molto di più da scoprire. Non vi resta che farvelo raccontare da lui e dalle sue bollicine.

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