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Poesie per il vino | Charles Baudelaire

by mercoledì, ottobre 16, 2013

L’anima del vino

Dentro le bottiglie cantava una sera l’anima del vino:
<< Uomo, caro diseredato, eccoti un canto pieno
di luce e di fraternità da questa prigione
di vetro e da sotto le vermiglie ceralacche!

So quanta pena, quanto sudore e quanto sole
cocente servono, sulla collina ardente,
per mettermi al mondo e donarmi l’anima;
ma non sarò ingrato nè malefico,

perchè sento una gioia immensa quando scendo
giù per la gola d’un uomo affranto di fatica,
e il suo caldo petto è una dolce tomba
dove sto meglio che nelle mie fredde cantine.

Senti come echeggiano i ritornelli delle domeniche?
Senti come bisbiglia la speranza nel mio seno palpitante?
Vedrai come mi esalterai e sarai contento
coi gomiti sul tavolo e le maniche rimboccate!

Come accenderò lo sguardo della tua donna rapita!
Come ridarò a tuo figlio la sua forza e i suoi colori!
Come sarò per quell’esile atleta della vita
l’olio che tempra i muscoli dei lottatori!

Cadrò in te, ambrosia vegetale,
prezioso grano sparso dal Seminatore eterno,
perchè dal nostro amore nasca la poesia
che come un raro fiore s’alzerà verso Dio!>>

Il vino degli amanti

Oggi lo spazio è splendido! Senza morsi né speroni o briglie,
via, sul vino, a cavallo verso un cielo divino e incantato!
Come due angeli che tortura un rovello implacabile oh,
nel cristallo azzurro del mattino, seguire il lontano meriggio!
Mollemente cullati sull’ala del turbine cerebrale, in un
delirio parallelo,
sorella, nuotando affiancati, fuggire senza riposi né tregue
verso il paradiso dei miei sogni.

 

Il Vino Del Solitario

Lo sguardo strano d’una donna galante
che scivola verso di noi come il bianco raggio
che la luna oscillante invia al lago increspato
quando vuol bagnarvi la sua pigra bellezza;
l’ultima borsa di monete fra le dita del giocatore,
il lascivo bacio della magra Adelina.

I suoni d’una musica languida e dolcissima,
simile al grido lontano del dolore umano
non valgono i balsami penetranti che tu,
bottiglia fonda, esprimi dalla tua fecondità rigonfia
per il cuore assetato d’un pio poeta.

Tu gli dai la vita, la giovinezza, la speranza
– e l’orgoglio, tesoro dei mendichi,
che ci rende trionfanti, simili agli Dei!

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