GeishaGourmet come il Nobel Paul Krugman!

by sabato, ottobre 5, 2013

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Una settimana fa L’Internazionale ha dato una notizia che mi ha fatto sentire come quando sono a Miss Italia e vedo un po’ di cellulite sulle belle ventenni finaliste, oppure come quando assito a qualche concorso di sommelier e arrivati alla prova della degustazione alla cieca capita che non ci azzecchino, come noi comuni mortali. Ecco, la notizia de L’Internazionale non solo mi ha fatto sentire così, ma mi ha anche dato un senso di sollievo. Perché nientepopodimeno che Paul Krugman, economista e premio Nobel, non twitta. O meglio, ha un account dove si limita a rilanciare i post del suo blog. Proprio come me! 

Io con twitter proprio non vado d’accordo. Non ho mai capito perché, con tutte le cose che ci sono nella vita che ti limitano incondizionatamente, uno debba anche scegliere di aderire a una cosa che ti limita la libertà di espressione a 140 battute. Ovvero, niente. Almeno per me. Ovviamente, mi sono sempre sentita un po’ una voce fuori dal coro, ma ho tenuto duro. GeishaGourmet come Krugman. Incredibile.

Ecco l’articolo de L’Internazionale, firmato dal direttore Giovanni De Mauro.

Paul Krugman non twitta. Va bene, forse questa non è una notizia. Però l’economista e premio Nobel statunitense ha un blog molto seguito, e c’è chi gli ha chiesto perché abbia deciso (per ora) di non farsi sentire anche su Twitter, dove pure tanti suoi colleghi economisti scrivono e commentano, e dove ha un account da cui si limita a rilanciare i post del suo blog e gli articoli che scrive per il New York Times.

“No, una riflessione in 140 caratteri su quello che ho appena mangiato, o roba del genere, no. Perché? Un motivo è che ho di meglio da fare. Un altro è che non penso che le mie reazioni immediate a quello che succede siano particolarmente interessanti”.

In questo sembra essere d’accordo con Warren Buffett. Durante un incontro alla Georgetown University di Washington, l’imprenditore miliardario ha dato un prezioso consiglio agli studenti: “È un terribile errore pensare di dover avere un’opinione su tutto”.

Internazionale, numero 1019, 27 settembre 2013

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