http://geishagourmet.com/2013/05/07/aaa-cavie-over-40-cercansi-disposte-a-bere-per-3-anni-champagne-a-fini-di-ricerca-anti-alzheimer/

AAA cavie over 40 cercansi disposte a bere per 3 anni champagne a fini di ricerca anti Alzheimer

by martedì, maggio 7, 2013

La notizia è stata lanciata in modo assai equivoco, tanto da far pensare che dietro i risultati dell’ultima ricerca anti Alzheimer ci siano sponsorizzazioni “frizzanti”. Delle maison di Champagne, per la precisione. Eh sì perché in Italia la news viene battuta così: champagne e spumanti scongiurano malattie degenerative del cervello. Poi se leggi bene si parla  di acido folico contenuto nel Pinot Nero e nel Pinot Munier, due dei 3 vitigni che vengono utilizzati per fare le bollicine e metodo champenoise,  ma con cui si producono anche vini fermi rossi. Non è chiaro quindi se anche bevendo un Pinot Nero i benefici siano gli stessi. Fatto sta che, dopo i test condotti su una batteria di topi costretti – poverini – a bere champagne per 6 settimane, ora i ricercatori sono a caccia di cavie over 40 (età in cui inizierebbe la demenza senile) disposte a bere per 3 anni fiumi di bollicine francesi. Scommettiamo che c’è già la fila?!

 

 

Ecco la notizia, per approfondire, tratta da La Stampa.

 

Buone notizie per gli amanti delle bollicine: i vini spumanti e lo Champagne, se bevuti regolarmente, pare possano migliorare la memoria spaziale, scongiurare l’insorgere di demenza, o deficit cognitivo, e l’Alzheimer.

 

Questo quanto suggerito da uno studio pubblicato sulla rivista Antioxidants & Redox Signaling e condotto dei ricercatori britannici dell’Università di Reading: Giulia Corona, Jeremy Spencer, David Vauzour, Justine Hercelin e Claire M. Williams.

Corona e colleghi hanno scoperto che un composto presente nelle uve a bacca nera, come il Pinot Nero e Pinot Meunier, è attivo nel contrastare i disturbi del cervello. Queste uve – in particolare il Pinot Nero – sono utilizzate nella produzione di Spumante e Champagne.

 

«La demenza – spiega il prof. Spencer nella nota Reading – probabilmente inizia intorno ai quarant’anni, prosegue verso gli ottant’anni. Si tratta di un declino graduale, per cui più precocemente si assumono questi composti contenuti nello Champagne, meglio è».

Il merito di questi effetti benefici sul cervello e la memoria sarebbe dovuto a una sostanza antiossidante chiamata acido fenolico.

Gli antiossidanti – come i polifenoli – contenuti nelle uve avevano mostrato in un precedente studio del team di Reading di essere attive nel ridurre l’azione nociva dei radicali liberi e contro l’ossidazione del corpo.

 

Il recente studio è stato condotto su modello animale, e ha mostrato che l’acido fenolico ha migliorato in modo significativo la memoria spaziale nei topi. I test, condotti dopo aver somministrato nella dieta lo Champagne, hanno rivelato che i topi invecchiati ricordavano l’ubicazione del cibo all’interno di un labirinto in due momenti diversi.

Quando invece non erano presenti le uve nella dieta le cose andavano diversamente.

donna champagne

Con l’apporto dello Champagne, prima dei test, i topi avevano un tasso di successo del 70 per cento nel ricordare dove si trovava il cibo nascosto nel labirinto; senza l’apporto dello Champagne, il successo era del 50 per cento.

L’azione sulla memoria spaziale era dunque significativa, per i ricercatori, i quali ipotizzano che se nei topi tutto questo si è verificato dopo 6 settimane di somminstrazione dello Champagne, per ottenere gli stessi risultati nell’uomo ci vorrebbero circa tre anni.

 

Il prossimo passo dei ricercatori sarà quello di condurre uno studio clinico sull’uomo, coinvolgendo persone in età pensionabile per osservare gli effetti del vino sulla memoria spaziale e la prevenzione della demenza.

Nel frattempo, ricordando che l’alcol è comunque una sostanza da assumere con moderazione, possiamo brindare alla salute mentale non solo nelle occasioni di festa, ma anche nei giorni normali.

 

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1 Response
  • Vittorio
    maggio 17, 2013

    Io mi offro, tanto più che ho fatto parecchio allenamento.

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