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Alfred Gratien e i tortelli di zucca dei miei

by venerdì, gennaio 27, 2012

J’ai toujours pensé que le champagne devait être au vin ce que la haute-couture est à la mode.” – Alfred Gratien

(Ho sempre pensato che lo champagne sarebbe stato per il vino ciò che l’alta moda è per la moda.)

Penso proprio avesse ragione, Gratien,  fondatore di una delle Maison più antiche di Epernay, con una storia che risale all’anno 1864, e che nonostante il successivo passaggio ad una proprietà tedesca, ha mantenuto lo spirito della filosofia originaria: il rimanere fedeli ad una tradizione nel gusto, frutto di precise selezioni in vigna e di accurate scelte in cantina.

E’ merito di Vittorio Vezzola se ho potuto conoscere e apprezzare questo vino, deciso, complesso, dai sapori intensi, dal corpo forzuto e dall’anima raffinata ed elegante. Forse non uno champagne per tutti, forse più che altro non per i novellini. Lo paragono piuttosto a un uomo in grado di conquistare le donne più “navigate”, quelle per cui non basta presentarsi con un mazzo di fiori (a dire il vero capita così di rado ormai) e un paio di inviti a cena per convincerle. Serve “esserci” ed essere veri. Ecco, questo ho trovato nel dorato e scintillante – alla vista e al palato – Cuvèe Paradis di Gratien 2006, di cui non posso non dire anche che etichetta e bottiglia mi sono piaciute moltissimo (pure lo stile vuole la sua parte!).

La sera che l’ho stappato, i miei genitori avevano preparato i tortelli di zucca con la zucca bertagnina che avevo acquistato a Pavia qualche tempo fa. Strepitosi. Forse l’abbinamento può sembrare fuori dai canoni, ma vi assicuro che sia Gratien che i tortelli mi hanno dato molta soddisfazione, mi hanno regalato un pezzo di “Paradis” ;). Perché difficilmente un vestito d’alta moda non va bene per ogni occasione, così come il buon champagne.

Approfondimenti tecnici su Gratien qui.

Se lo volete assaggiare, lo trovate qui, su Ventidachampagne.it.

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