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E adesso è l’ora dell’Ego-Turismo

by mercoledì, settembre 28, 2011

Roberto Piccinelli è un personaggio poliedrico. Profondo conoscitore di costumi e tendenze è lui l’autore da ormai 15 anni la Guida al Piacere e al Divertimento. Non ci vediamo mai,come spesso capita, ma mi piace leggerlo, perché uomo gaudente ma anche di grande cultura. Questa sua analisi di un nuovo fenomeno turistico mi pare estremamente interessante e la vorrei condividere con voi. Eccola:

Da qui alla nascita ed al proliferare di una nuova forma di turismo il passo è breve. Un turismo tematico sì, ma diverso da tutti gli altri, perché fortemente crossover. Ossia, in grado di coinvolgere viaggiatori di età, cultura, estrazioni e categorie sociali assolutamente disomogenee. Un turismo teso a titillare l’ego del sempre maggior numero di persone pronte a strizzare l’occhio più al super-ego che all’es. Dicesi Ego-Turismo, il “migrare compulsivo verso le località-vetrina”. Località riccamente dotate di show-window, ragion per cui ambitissime da chi può respirare l’aria da reality, anche solo passeggiando per la via principale. L’incontro, lo scambio di parole, la foto e l’aneddoto di stampo gossip da raccontare o mostrare al ritorno a casa sono sempre dietro l’angolo. Tutta manna per l’Ego-Turista, convinto di poter trarre linfa vitale da vampate di luce riflessa. Esempio sintomatico, la folla che si crea sulle banchine di Porto Cervo, ogni sera di agosto, intorno alle 21.00: nonne, mamme, papà in ciabatte e bambini intenti a spiare gli ospiti degli yacht ancorati al molo… Attenzione, però. La qualifica di “località-vetrina” non deve assolutamente essere considerata acquisita nel tempo. Anzi, tutt’altro. Basta un’ordinanza sbagliata per spiagge o rifugi alpini, un cambio di rotta sugli orari, una diversa regolamentazione di ordine pubblico o parcheggio, una debacle di qualche gestione vincente per far sì che gli itinerari dei trendsetter cambino in modo repentino. E con loro quelli degli innumerevoli seguaci. Santa Margherita Ligure, Palinuro, Riccione, Fregene, Sant’Antioco, Capalbio, Santa Maria di Leuca, Argentario, Ischia, Terminillo, Abetone e Etna sono solo alcune delle zone che hanno potuto verificare le oscillazioni dell’Ego-Turismo sulla loro pelle. Magari, senza essersene rese perfettamente conto. Del resto, le variabili del sistema sono innumerevoli: basti dire che per salire alla ribalta come “località-vetrina” occorre un’amministrazione pubblica disposta a lavorare fianco a fianco con imprenditori illuminati e che per praticare l’ego-turismo il reset mentale deve essere quantomeno stagionale. Ma chi opera, pianifica, comunica e organizza con cura ne può ricevere vantaggi immediati, innegabili. Anche su fronti impensabili, di primo acchito.

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