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Enoturismo del vino trentino lasciato nel cassetto

by giovedì, maggio 19, 2011

Marketing del vino da rivedere, per puntare sempre di più su un “Trentino che fa rima con vino”. Adriano Dalpez ne è convinto e con lui tutto il comparto che da anni cerca e chiede più spazio. Soprattutto in quel goloso business che è il turismo enogastronomico – primo viatico di promozione e comunicazione dei prodotti vinicoli ed agroalimentari – che nel 2010 ha segnato il suo record storico: 3,2 milioni i gastronauti italiani partiti per mete golose, ovvero il 3,8 % sul totale (1,8% nel 2009). E il Trentino, in tutto questo business, dov’è? Difficile rispondere, ma un dato di fatto c’è. Il primo marzo 2006 il Movimento Turismo del Vino (quello per intenderci che organizza la manifestazione nazionale Cantine Aperte e che ha un legame stretto con le Strade del vino), sezione Trentino Alto Adige, aveva inviato all’allora assessore al turismo, commercio e agricoltura Tiziano Mellarini, una “Proposta di modifica al regolamento di esecuzione del Capo III della legge provinciale 19 dicembre 2001, n.10 – Disciplina delle strade del vino e delle strade dei sapori” per risolvere, si legge nel documento, “la dibattuta tematica della ristorazione ed accoglienza in cantina”.  Allora, come oggi, il problema era ed è quello che alle cantine locali è fatto divieto di vendere vino al bicchiere e assaggi gastronomici in abbinato, elemento chiave per lo sviluppo del turismo del vino. La proposta, quindi, era finalizzata ad abbattere tale divieto, consentendo di offrire con corrispettivo, oltre che vino in mescita, anche un paniere di prodotti tipici  locali tra formaggi, salumi, pane e dolci.

Una proposta che aveva visto uniti e concordi tutti gli operatori, sottoscritta dai presidenti del Movimento del Turismo del Vino Trentino Alto Adige (Cristina Zambanini), dell’Istituto Tutela della Grappa del Trentino (Beppe Bertagnolli), dell’Associazione aziende vitivinicole trentine (Paolo Endrici), dell’Associazione ristoratori del Trentino (Danilo Moresco), dell’Associazione albergatori e ristoratori del Trentino (Natale Rigotti) dell’Associazione Vignaioli del Trentino (Roberto Zeni) e della sezione alimentari dell’Associaiozne Industriali (Luigi Togn). Un’unione riuscita che però non ha portato i frutti sperati: «La proposta è ancora ferma nei cassetti di Via Romagnosi – fanno sapere i sottoscrittori – e a tutt’oggi non ne abbiamo notizia, nonostante i solleciti».

 

(mio articolo su Corriere del Trentino di oggi)

 

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1 Response
  • Angelo
    maggio 19, 2011

    Puntare il dito contro quanto non si è fatto stando comodamente ancorato alla seggiola, e che seggiola, da oltre 10 anni, mi pare perlomeno … spurio. Sappiamo che là dove si fanno le leggi, hanno parecchio da fare e la notizia della crisi del vino, ormai vecchia, dev’essere giunta distorta. Le ricette proposte non vanno nella direzione auspicata dall’MTV, per cui si diano tutti una calmata e non parlino al conducente. Il fondo non si è ancora toccato.

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