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In tavola a Natale: i miei preferiti

by venerdì, dicembre 17, 2010

Qui a Bergamo nevica e io sto pensando se ho preso tutto ma proprio tutto per le cene con gli amici prenatalizie a casa mia, gli aperitivi Xmas Bubble Party, il cenone della Vigilia e il pranzo del 25… Questo è il periodo dell’anno in cui cucino di più. E in cui mi piace portare in tavola le cose che preferisco. Quali sono?

1. Tortel de patate. Ricetta: grattugiare le patate con la grattugia per le carote. aggiungere un po’ di sale. mettere a friggere in padella formando delle frittelline (l’amido unirà le patate). Servire con gli affettati ed i formaggi di cui sotto!

2. Tre latti La Tur, premiato formaggio piemontese, è una specialità delle Langhe ottenuto con la lavorazione dei seguenti ingredientilatte vaccino, latte ovino, latte caprino, caglio, sale. Ha sapore delicato e rotondo, fine e gustoso, ha colore paglierino con superficie morbida e cremosa. Per assaporarne tutta la ricchezza di sapori si consiglia il consumo a temperatura ambiente.

3. Cecina de Leon. La Cecina de León, come il suo stesso nome indica, viene elaborata in fabbriche distribuite in tutta la provincia di León (nella parte settentrionale della Spagna). L’ altitudine media della provincia di León (1.500m.), insieme al suo clima continentale mediterraneo con inverni lunghi ad una temperatura media di 2ºC con bassi livelli di umidità, con primavere ed autunni appena percettibili e con piogge abbondanti, fanno sì che nella sua provincia confluiscano le condizioni ideali per l’elaborazione della cecina. Queste condizioni climatiche rendono possibile un lenta essicazione della carne e l’ottenimento del particolare aroma e del caratteristico sapore della ”Cecina de León”. Per la sua preparazione si usa la carne bovina procedente dalle razze autoctone della Comunidad Autónoma de Castilla y León. È una carne dal sapore caratteristico, leggermente salata e poco fibrosa, ottima da servire con un po’ di olio di oliva accompagnata con degli asparagi o dei fagioli. La Cecina de León presenta un elevato contenuto di proteine ed un basso contenuto di grassi. I grassi si trovano nella parte intramuscolare della carne, e questo fa sì che il prodotto finito sia succoso e tenero.

4. Strolghino di culatello di Dallatana.

5. Casolet del caseificio turnario di Pejo. In piazza San Giorgio, al numero 2, ha sede l’ultimo caseificio turnario del Trentino oggi in funzione. Il casaro produce quotidianamente nostrano, casolét e burro con il latte delle vacche allevate nella frazione. Ogni caserada, ossia l’insieme dei prodotti lavorati in un giorno, è proprietà di uno dei soci del caseificio, a turno. Il numero delle caserade cui ciascun socio ha diritto è proporzionale alla quantità di latte conferita.Nel caseificio, in cui si lavora secondo il sistema tradizionale, la sala con le 3 caldaie in rame, il locale con le vasche per l’affioramento della panna, quello per la salamoia e il magazzino.Il casificio turnario di Pejo è parte dell’Ecomuseo della Val di Pejo.

La formella di Casolet... terapeutica!

6. Foie gras.

7. Il cotechino di maiale nero di Aldo Brianti. Superbo!

8. Il panettone al Torcolato Maculan di Loison.

9. Il salame al cioccolato pianco della pasticceria milanese Bollani.

10. Giulio Ferrari.

11. Gran Masetto Endrizzi.

12. Dom Perignon Vintage 2000.

13. I cappelletti artigianali di Venusti. Favolosi!

14. La mostarda di Sedano Rosso de Il Barattolaio e quella di Masetto Dulcis di Endrizzi. Slurp!

15. L’Amarone di Masi.

16. Ca’ del Bosco Anna Maria Clementi.

17. Bellavista Pas Operè.

18. La coppa piacentina del Salumificio Monte Penice di Marchionni Giulio.

19. Sophora Monferrato Rosso di Cantina Vignasone.

20. I pomodorini sott’olio Brezzo. Non durano più di 5 minuti…

21. La Nduja del Consorzio. Eccellente!

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