http://geishagourmet.com/2010/11/01/il-matrimonio-tra-coop-e-vigneron-si-chiama-vignetti/

Il matrimonio tra coop e vigneron si chiama Vignetti

by lunedì, novembre 1, 2010

Si chiama Vignetti, sarà presentato ufficialmente domani, ed è il secondo esempio nella storia del Trentino enologico di collaborazione tra una cantina sociale e una privata. La prima volta i protagonisti erano stati Cavit e Guerrieri Gonzaga (produttori del famoso San Leonardo), uniti per confezionare un vino che è tutt’oggi sugli scaffali della catena tedesca Aldi. Ora ci hanno pensato Cantina d’Isera, realtà cooperativistica socia di Cavit, e de Tarczal, vignaioli in Vallagarina da lunga data. « Tutto nasce dalla grande amicizia che lega Fausto (Campostrini, direttore della Cantina d’Isera, ndr) e me ancora prima che lui entrasse nel mondo della cooperazione vitivinicola. Insieme, abbiamo pensato che i tempi fossero maturi per fare un prodotto a quattro mani. Un’iniziativa che ha molti significati», spiega Ruggero de Tarczal, , che da più di 35 anni porta avanti la sua cantina. «Vignetti – prosegue – in questo momento sicuramente è la prova che cantina sociale e cantina privata posso lavorare assieme fattivamente e spero che da noi prendano esempio altri. Soprattutto, il nostro nuovo vino fatto in comune, vuole valorizzare il Marzemino, uno sconosciuto fuori dal Trentino: è ora che non sia più così». Gli fa eco Campostrini, che insiste sul fatto che «è tempo e ora di insistere per dare dignità al Marzemino d’Isera. Da qualche anno stavamo facendo delle prove in cantina». Così, dalle migliori uve di Marzemino coltivate da Cantina d’Isera e da de Tarczal è nato Vignetti:  «Il nome è stato ripreso dal toponimo della località riportata in mappa catastale del 1854, storicamente conosciuta come zona altamente vocata alla coltivazione delle uve di questo antico vitigno», spiega Campostrini.   Prima annata 2008, 6mila bottiglie di cuveè (per il 70% distribuite dalla cantina sociale) impreziosite da un packaging accattivante e distribuite nel canale tradizionale Ho.re.ca (hotel, ristoranti, enoteche), dove sarà venduto a 18 euro. Chi firmerà il vino? La nuova associazione Produttori storici Marzemino d’Isera, fondata per l’occasione sempre da Campostrini e da Ruggero de Tarczal, che racconta « abbiamo contattato altre aziende che ora sono alla finestra ma che sono convinto aderiranno presto». A far parte dell’associazione presieduta da Sergio Turella (numero uno di Cantina d’Isera), infatti, dovrebbero entrare altri sei o sette produttori. L’obiettivo dell’associazione è quello di offrire il meglio di questo vitigno associando le eccellenze produttive di ciascuna realtà fino ad arrivare alla produzione/creazione di un vino, vero simbolo della qualità di questo territorio. «Da tempo investiamo in questa varietà – conclude de Tarczal – ma il Marzemino d’Isera è ancora uno sconosciuto. Napoleone vinceva tutte le battaglie perché concentrava tutte le forze su unico punto e lo stesso dobbiamo fare noi».

 

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1 Response
  • Stefano Buso
    novembre 1, 2010

    Grazie Fra per le utili info che ci fai avere e… un salutissimo:-)
    s/b

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